...e la fattanza non è un pranzo di gala.

Io me lo chiedo spesso che cazzo ci sto a fare qui, non nel senso del pianeta, anche se sì, anche nel senso del pianeta, ma soprattutto qui in questo posto dove butto otto ore al giorno, quaranta ore a settimana.
Mi chiedo se ne vale la pena, fare un lavoro di merda, che non mi piace, solo perché mi dà un minimo di tranquillità economica e perché sono fortunato ad avere un contratto a tempo indeterminato, che è oro di questi tempi. Mi chiedo se non sarebbe meglio correre un piccolo rischio, magari per fare qualcosa che mi piace, tipo che ne so, aprire il classico agriturismo in campagna, queste cose un po’ da fricchettoni, solo che io fricchettone non lo sono, anzi devo dire che mi hanno anche un po’stufato ‘sti fricchettoni, e anche ‘sto mito della campagna, che due palle la campagna, a parte che è sporca, piena di bestie fetenti e moleste, in fondo la campagna è buona e serve per andarci a prendere cibo e alcoolici migliori di quelli che trovi alla GS, ma chi cazzo me lo fa fare di andarmi a mettere nello sprofondo a sperare che qualche stronzo di quelli insopportabili venga a farsi servire e riverire a casa mia per dirmi cose interessantissime tipo “che bello questo posto, che buono questo salame, che aria buona che c’è qui”, ma vaffanculo, l’ho comprato alla coop, testa di cazzo, vedi qualche maiale in giro? E pensa che qui una volta era tutta campagna.
Che poi la gente dei paesi, questa gente genuina, la ggente vera, sì, magari qualche vecchio che ha fatto la guerra, ma sono bene o male morti quasi tutti, ora nei paesi ci stanno miei coetanei ignoranti, pischelli che andrebbero ammazzati (come gli altri, ovviamente) e muratori dell’est europa. Diciamoci la verità, nei paesi la cosa più interessante che può capitare è che qualcuno tagli le mani a qualche vecchia…
Il lavoro si diceva. Le occasioni in cui me lo chiedo con maggior pena che cazzo ci sto a fare qui sono quelle in cui mi tocca vestirmi da pagliaccio, che non significa con la parrucca e il naso finto, ma in giacca e cravatta, che la mia compagna mi dice che sembro un killer della mafia perché se mi devo vestire così almeno non voglio sembrare un impiegato di banca e preferisco un completo scuro, magari una camicia nera con cravatta rossa o qualcosa del genere.
Mi vesto da pagliaccio per incontrare clienti o potenziali tali. L’ho dovuto fare ieri, uno dei tanti stronzi che capitano qui, con piglio e spocchia da imprenditori, anche se poi sono dei poveracci morti di fame, che devono lavorare 12 ore al giorno per pagarsi il mutuo della villetta (le rapine in villa sono giustizia sociale), macinano più chilometri in una settimana che Pantani buonanima in un Giro d’Italia e sono ormai loro ad essere appendici del cellulare e non il contrario.
Li riconosci per l’occhiaia d’ordinanza, perché loro sono al computer anche alle nove di sera a lavorare, e per il colorito tipico di chi al posto delle lampade UVA si abbronza con lo schermo LCD del portatile, quel grigio-verdino che fa tanto Fassino, anche se meno marcio.
E bla bla bla, noi di qua e noi di là, abbiamo la partnership e il network, abbiamo il progetto di business e il project financing, e la server farm e l’outsourcing…mavaffanculo va, questo è il nulla, l’economia si basa sul nulla, aziende che spostano soldi, che spostano merci e persone per avere margini su merci e servizi che non fanno loro, ma che devono produrre guadagno anche per loro e per chi lavora per loro, sennò va tutto a puttane e nessuno si compra più i telefonini e alla Belem je tocca rimettese a fa’ la mignotta...
Che poi a dirla tutta preferisco che questa gente mi parli solo di queste cose, sono terrorizzato dall’eventualità che questo tizio mi esponga le sue opinioni sulla politica italiana e internazionale, la sua visione della vita (uno che riceve una telefonata e la chiude in due parole che avrebbe potuto dire a chiunque dicendo a noi “scusate, oggi è il compleanno di mia figlia”), mi terrorizza l’idea che uno che nel tempo libero legge le riviste di settore, perché DEVI, sennò non lo puoi fare davvero quel lavoro, abbia una qualsiasi opinione su qualsiasi cosa che non sia un antivirus, mi terrorizza il fatto che il voto di questo tizio valga quanto il mio, che magari un minimo, poco, lo ammetto, mi sbatto per informarmi e farmi un’idea che non sia “è tutto un magna magna tanto vale che magno pure io”.
Questi sono i pezzi di merda che sono capaci di mandare i picchiatori all’Eutelia. A proposito, bella solidarietà fra lavoratori, sbirri falliti crumiri di merda, i vostri amichetti poliziotti avrebbero dovuto lasciarvi in mano agli operai, stronzi.
Ricordatevelo, il suffragio universale è un male e la Democrazia è SBAGLIATA, il governo dei mediocri, la tecnocrazia dei parassiti, il trionfo degli inetti. La salvezza è nel nucleare. Nell’olocausto nucleare.
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Chiudo con una rapidissima chiosa sul caso “Ministronza”
per esprimere massima solidarietà ad Alessio Spataro, lo avevo già citato in tempi non sospetti e trovo che sia desolante come tutte le forze parlamentari (ai miei lettori dipietristi: TUTTE le forze parlamentari, IdV compresa) abbia espresso solidarietà alla Ministronza, sottolineando come quella di Spataro sia satira “volgare” e nessuno abbia commentato l’episodio nell’unica maniera possibile ovvero: “ma sticazzi, ma chi se la incula quella sciacquetta che se pija un cazzo de stipendio da ministra pe’ annà a fa’ la valletta a Atreju, la festa dei ggiovani der piddielle limortacci sua ce facesse vede UN cazzo de disegno de legge ‘scito dar ministero da’a gioventù (demmerda)”.
La cosa divertente è che sono tutti talmente coglioni che hanno fatto a Spataro una pubblicità enorme, quindi il libro venderà 10 volte tanto che se lo avessero ignorato. Mecojoni!
A proposito, compratelo! Alla faccia della Ministronza!

"(30 May 2009, Louisiana) Back seat drivers beware! Annoyed at how slowly her boyfriend was driving, Tamera B, 22, encouraged him to pick up the pace so she could get to work on time. Joking that it would be faster to walk to work, she opened the door of the pickup and stuck her foot out before falling to her death. Deputies of the jurisdictional Sheriff's Office stated that the truck was traveling at highway speed on I-12 at the time of the incident.
Her death was ruled accidental."

Avevo pensato di scrivere al mio amico Ezio, da lettore saltuario del suo giornale (lo compro due volte a settimana: il Venerdì per l’omonimo settimanale ideale per i momenti di riflessione mattutina sulla tazza del cesso e il Lunedì perché mi vergogno a comprare il Corriere dello Sport per leggere delle partite) per fargli un piccolo appunto: oggi il caso Marrazzo è solo a pagina 10, dopo 5 pagine di primarie del PD (e vabbè…) e dopo i pezzi sull’autobomba a Baghdad (sai che novità…). Dopo che ci hanno devastato il partrimonio testicolare per mesi con ‘ste 10 domande a Berlusconi (personalmente l’unica parte della storia che mi interessa è quella relativa alla modalità con la quale vengono decise le candidature, ma è un aspetto che è stato appena sfiorato di tutta la storia), mi pare un po’ poco, visto che il caso Marrazzo è il “caso del giorno” molto di più, delle primarie dall’esito scontato del PD e dell’ennesima strage.
Secondo me l’affaire Marrazzo è interessante se analizzato da un certo punto di vista, che non è ovviamente quello morboso e “pecoreccio” con il quale viene trattato dai giornali (Libero e il Giornale, tanto per fare due nomi) o dai TG.
Innanzitutto mi intriga la strana coincidenza relativa all’ubicazione dell’appartamento in cui si è consumato il blitz. Via Gradoli, uno dei covi delle BR in cui sarebbe stato tenuto Moro, un palazzo che avrebbe avuto la particolarità di essere in parte di proprietà dei Servizi Segreti. Sono complottista io o è strano che proprio un palazzo del genere (gli appartamenti sono ancora della stessa proprietà?) sia stato teatro di un fatto del genere?
Mi spiace per Marrazzo, se avesse avuto un po’ più di prontezza di spirito avrebbe detto che era lì solo per vedere se c’era qualche memoriale dietro ai termosifoni…
Andiamo avanti: io sono uno che pensa sempre male e non posso non notare che tutto il caso sembra un trappolone organizzato ad arte per tirare in mezzo a una storia torbida anche un pezzo grosso del PD, i fatti si svolgono proprio contemporaneamente all’infuriare dei casi Noemi e D’Addario, e trovo inquietante il fatto che ci siano dei Carabinieri che si prestano a giochetti del genere per loro stessa ammissione (e a ‘sto punto sarebbe il caso che ci dicessero anche CHI li avrebbe coinvolti nel complotto di cui parlano). Anche qui, il fatto non è che Marrazzo andava a Trans o si faceva qualche striscia di coca, il fatto è che nei CC ci sono soggetti che ricattano il Presidente della Regione Lazio.
Anche dal punto di vista mediatico appare evidente che tutta questa storia pare avere dietro una strategia e quindi un “mandante”: manganello mediatico come nei casi Boffo e Mesiano, ipocrtita buonismo da parte di Berlusconi nel far sapere che aveva avvertito Marrazzo e che le sue riviste non avevano accettato il ghiotto boccone che era stato offerto loro dai ricattatori (salvo poi massacrarlo ora che la storia è stata fatta uscire), annullamento dell’attenzione sugli scandali relativi al Presidente del Consiglio, un po’di fango sulle primarie del PD che non fa mai male e eliminazione di un candidato forte per le prossime regionali.
Sempre per fare un po’di dietrologia, ci sarebbe anche da ragionare sul fatto che non è la prima volta che esponenti politici del Lazio vengono “attenzionati” con modalità inquietanti, ricordate “Storhacker”? Anche lì si parlò di un coinvolgimento di ambienti “segreti e servizievoli”.
Concludo con una nota di colore: ma che cazzo di scaldabagni si faceva Marrazzo? No, davvero, ma le avete viste le foto? Vicino casa mia ne abitano un paio che a confronto sembrano la Schiffer…
“NO AL COLPO DI STATO, SÌ ALLA RIVOLUZIONE
La Corte Costituzionale ha fatto la sua scelta e siccome il Presidente del consiglio non vuole dimettersi, noi diciamo basta. Questa volta però siamo intervenuti non per far esplodere bombe qua e là colpendo innocenti o uomini costretti con una pistola alla tempia a fare quello che hanno fatto, ma una vera e propria rivoluzione armata come quella di Cuba e soprattutto come hanno fatto i nostri partigiani dopo l’8 settembre del 1943. Ecco perché diciamo al Premier di preoccuparsi, perché non saremo i soliti quattro gatti ma un vero e proprio esercito nazionale di resistenza e di liberazione che rovescerà questo governo arrivato all’estremo dell’illegalità a costo della nostra setessa vita e fino alla vittoria finale.
Chiediamo agli ex compagni del Pd di non stare con le mani in mano e almeno di andare a manifestare in piazza con le altre forze politiche della sinistra parlamentare e non. Ai Compagni segretari dei vari partiti comunisti, vogliamo dire che sappiamo benissimo che il vostro lavoro è antagonista al nostro ma siamo pronti a seguire due strade parallele, chi con la lotta di piazza e chi con quella armata: non vi sorprendete se molti compagni hanno deciso la seconda via perché se l’abbiamo fatto una volta, possiamo rifarlo anche una seconda e questa non vuol dire che il vostro lavoro non serva.
Ai compagni del sud-italia dove avete un doppio nemico, non vi preoccupate questa volta la lorra s’intensificherà in tutto il paese. Signor Presidente Napolitano a lei non abbiamo nulla da dirle se non quello di fare lo stesso appello a colui che dirige la stanza dei bottoni per evitare stragi di civili inermi (e non certo da parte nostra).
Al Dottor Bertolaso vogliamo rassicurarlo che da parte nostra non saranno toccate nei combattimenti le zone della provincia dell’Aquila e di Messina e tutte quelle dove ci saranno zone ad allarme ambientale.
A tutti coloro che non sono comunisti ma neanche di destra o di centro che si sentono oppressi sfruttati e soprattutto all’estremo della sopportazione di questo governo, chiediamo di unirsi a noi in questa lotta che porterà finalmente un futuro migliore per le prossime generazioni, con più finanziamenti alla scuola pubblica, alla sanità e soprattutto per lo zeramento della disoccupazione, del razzismo e delle stragi sul lavoro e nell’ambiente.
Presidente Obama, questa lettera è anche per lei. Non intervenite questa volta perché ce la caveremo da soli. Per quanto riguarda le basi Nato, se i suoi soldati le lasceranno liberamente, non sarà fatto loro alcun male ma sarà dato loro un lascia-passare per la Svizzera. Perché vogliamo ricordarle che il prezzo che dovevamo pagare per la prima volta è stato coperto. Ora per noi sarete considerati forza di occupazione poiché con il crollo dell’URSS la Nato non ha bisogno di esistere e se un giorno riusciremo ad andare al potere la vogliamo avvisare che la nostra collaborazione cesserà e non solo per un fatto politico ma soprattutto economico che la maggior parte della nostra popolazione non può tollerare ma siamo sempre disposti al dialogo la porta è aperta per questo.
A colui che si definisce capo assoluto della chiesa, non chiediamo appelli né altro ma solo di preparare le valigie perché il Vaticano per noi è come Guantanamo: la breccia di Porta Pia potrebbe essere “riaperta”.
Infine signori Berluscioni, Fini e Bossi, che consideriamo capo delle nuove camicie nere, se volete evitare un nuovo 8 settembre entro le ore 23.59 di venerdì 16 ottobre dimettetevi, lasciate la politica e il primo si consegni alla giustizia comune, perché in quella comunista la sentenza sarà inevitabile.
Brigate Rivoluzionarie per il Comunismo Combattente, Sezioni Giustizia e Rivoluzione”
Questo è il testo della lettera arrivata al quotidiano Il Riformista diretto da Antonio Polito, e citata da agenzie e telegiornali come comunicato di sedicenti neoterroristi.
Ora, se vogliamo parlarne seriamente non è roba né di brigatisti seri né dei servizi. Questo lo dico perché dal punto di vista “ideologico” nessun brigatista si rivolgerebbe in quel modo né alle forze politiche né alle cariche istituzionali, che non verrebbero riconosciute in quanto emissioni dello stato borghese, per non parlare di quanto ridicola suona in quest’ottica la richiesta di dimissioni per Berlusconi e l’appello a consegnarsi alla giustizia. E i servizi i comunicati finti li fanno credibili, cosa che questo non è.
Ma io voglio credere che non sia una bufala orchestrata da qualcuno, chiaramente di destra, che voleva o divertirsi o alzare la tensione. Io voglio credere che questi fenomeni siano veri.
Veramente, qui parliamo di puro genio, il terrorismo come l’avrebbe fatto Woody Allen ai tempi di “Prendi i soldi e scappa”. Innanzitutto l’italiano con cui è scritto è delirante, credo che persino Di Pietro o Bossi dopo l’ictus riuscirebbero a scrivere meglio, direi che bastano le frasi “Al Dottor Bertolaso vogliamo rassicurarlo” e “Presidente Napolitano a lei non abbiamo nulla da dirle“ per mostrare come questo gruppo abbia deciso di sferrare un attacco al cuore della grammatica italiana. Non voglio commentare poi il passaggio dedicato a Obama, perché non credo di aver capito, parlo solo italiano e un po’ di inglese, e perché mi sfugge il motivo per il quale le truppe Nato dall’Italia dovrebbero fuggire in Svizzera, paese neutrale e non facente parte dell’alleanza, piuttosto che in uno qualsiasi degli altri paesi Nato…
Me li immagino, questi pericolosi rivoluzionari, tutti vestiti come il Compagno Folagra del primo Fantozzi, tramare in cantine fumose, incontrarsi di notte, come Totò e Peppino ne “La Banda degli Onesti”, a delineare la strategia che porterà ad instaurare la dittatura del Proletariato in tutto il paese, tranne che nelle province dell’Aquila e Messina (con lo scopo poi di dare finanziamenti alla scuola pubblica…). Vorrei magari aiutarli, non solo nell’utilizzo corretto della lingua italiana, ma anche nel capire che quello che si definisce il capo della chiesa è veramente il capo della chiesa, o non ho capito io a quale chiesa si riferiscono. Vorrei anche capire perché alle 23.59 e non magari alle 00.01 (penso di intuire che facendo scadere l’ultimatum a mezzanotte non sarebbero riusciti a mettersi d’accordo su quale data sarebbe stata, se il 16 o il 17, quindi per non rischiare una scissione hanno optato per le 23.59).
Non infierisco sullo “zeramento” della disoccupazione, vorrei solo capire esattamente cosa sia il “Comunismo Combattente”, mi viene in mente una dottrina economica che si incontra nell’ultimo quadro di Tekken.
La cosa più bella è che la lettera è stata spedita l’8 ottobre, ma la notizia è stata data solo Sabato, ad ultimatum scaduto. Non so se il “ritardo” sia dipeso dalla redazione del Riformista o se la missiva sia proprio arrivata Venerdì al giornale, ma il fatto che l’ultimatum sia arrivato il giorno dopo la scadenza è semplicemente fantastico. Chissà come avranno reagito. “Cazzo, compagni è ora? Diamo un’altra settimana?”. Quello che è certo è che una volta preso il potere le Poste verranno fucilate come nemiche del Popolo.
Veramente, spero che non sia una bufala, esigo che ora, scaduto l’ultimatum, entrino in azione, magari sparandosi su un piede. Lo Stato è sotto giro, apite con calma.
