(la tristezza di uno con la maglietta degli Zetazeroalfa con megafono davanti a un gruppo con lo striscione con una Stella Rossa)
Sto cercando di informarmi meglio su quello che è successo ieri al corteo degli Studenti a Roma, ma il resoconto che ne dà il Manifesto è abbastanza sconcertante. Praticamente il Blocco Studentesco, organizzazione giovanile di estrema destra vicina alla Fiamma Tricolore, ha provato, purtroppo con successo, a strumentalizzare il corteo, prendendosi "a forza" la testa e portandosi dietro anche tanti ragazzi e ragazze che, all'insegna del "noi siamo un Movimento apolitico", hanno sfilato "guidati" da un Movimento che invece politico è, nel senso peggiore del termine, come potevano far intuire i cori "Duce Duce". Inoltre sull'articolo del Manifesto si legge di improbabili appelli dei rappresentanti del Blocco all'unità di destra e Sinistra contro la Gelmini, improbabili perchè fino a poco fa capitavano episodi molto poco "unitari", come pestaggi a studenti di Sinistra ed altre amenità del genere.
Il tutto, pare, ripeto, sto cercando di documentarmi meglio, senza che nessuno facesse nulla per impedirlo, ci sarebbe stata solo una parte del corteo, quella dei collettivi di Sinistra, che si è dissociata separandosi dallo spezzone "contaminato".
Ora, ovviamente non dico che dovevano prendersi a pizze, cosa che in un paio di casi è già successa e che a questo punto temo possa succedere alla prossima occasione, ma questa cosa deve far riflettere sulla "qualità" dell'essere "apolitici".
Mi spiego: troppo spesso negli ultimi tempi si dipinge l'essere "apolitici" come una caratteristica positiva di certi movimenti, i lavoratori dell'Alitalia, i precari del pubblico impiego, gli sudenti. Si dice "questo è un Movimento trasversale, che supera le separazioni Destra/Sinistra" e via dicendo.
Ma non è che questo è un limite?
Non che non sia positiva l'unità dei lavoratori o degli studenti, ma se dietro a questa unità non c'è un progetto politico, un'idea più generale e condivisa su quale sia l'obiettivo da raggiungere, si rischia di fermarsi alla difesa, sacrosanta sia chiaro, di alcuni diritti che vengono messi in discussione, senza cercare nè un avanzamento di questi diritti, nè un'opposizione organica a ciò che determina questa messa in discussione.
Perchè il problema è che gli attacchi alla Scuola Pubblica, ai Diritti dei lavoratori, alla proprietà pubblica dei servizi essenziali come Acqua e Sanità, non possono essere visti come eventi slegati gli uni dagli altri.
Se il sistema economico/politico attuale richiede che il Lavoro sia precario e sotto pagato in tutti i settori, perchè i Ricercatori dovrebbero fare eccezione? A che serve mettere una "pezza" a questo buco, per poi trovarsene altri 10 a cui mettere altre pezze, ognuno per conto suo?
Oltre a questo, e qui torno a quello che è successo ieri a Roma, avere un progetto, o un'impostazione politica fa sì che si possa evitare che i più sprovveduti vengano "sedotti" da operazioni strumentali (se non eterodirette), come quella del Blocco Studentesco, e finire per scivolare verso posizioni e ideologie che invece andrebbero, al limite a picconate, sradicate, specie di questi tempi di revisionismo e di "fascismo di ritorno". Essere caratterizzati politicamente significa innanzitutto avere ben presente quali sono i "paletti", i confini oltre i quali non si è disposti ad andare, le discriminanti non negoziabili, fra le quali deve esserci l'Antifascismo, così come l'Antirazzismo ecc. ecc.
A che serve tutelare la Cultura se non la si tutela anche da "infiltrazioni" fasciste, razziste, omofobe, sessiste ecc. ecc.?
Io non vorrei che questo voler essere apolitici (che poi chissà che stanno facendo se non politica) non diventasse un ulteriore spinta per la crescita di certi movimenti che stanno facendo, mortacci loro, un lavoro di reclutamento molto efficace nelle scuole e nelle curve.
Qua per non fare gli "estremisti ideologizzati", si rischia di consegnare migliaia di giovani ai neofascisti, come se già non avessero abbastanza "stimoli" in quel senso...