...e la fattanza non è un pranzo di gala.

Meno male che fra un po’tornerò alla mia veccchia stanza, questa dove sono da qualche mese ha il drammatico problema di essere infestata da possessori di nani, ma non di quelli normali, di quelli che Geroge Carlin buonanima definiva “professional parents”, genitori professionisti, quella terrificante categoria di persone che nel momento in cui diventano madre o padre non solo sono ossessionati a livello patologico dalla loro (inutile) prole, ma si sentono in dovere di rendere il mondo partecipe di ogni singolo evento relativo alla vita del nano macrocefalo assillandoti con decine di paranoie su igiene e malattie che a una persona un minimo sana di mente farebbero venire qualche dubbio tipo “ma se tutto ciò non fosse una ridda di stronzate mostruose, come avremmo fatto noi umani a infestare il pianeta per così tanto tempo? Giacobbo non ha mai fatto vedere che gli antichi egizi, grazie a una tecnologia aliena tramandataci dai templari, sterilizzavano i biberon…”. Se non avessi la fortuna di usare il telefono IP con le cuffie, che mi consentono di isolarmi con la musica anche mentre lavoro, sarei ormai un esperto di catarro, rigurgitini e diarrea. Altrui, intendo.
Poi capirai, il mio interesse nei bambini è pari a zero, se non nell’ottica del loro utilizzo come oggetto contundente per difendermi da un’eventuale aggressione, o per commetterla. Se ci pensate un nano impugnato per una gamba e usato a mo’di clava fa male, più di un animale di piccole dimensioni. Inoltre è una soluzione ideale, assodato che non puoi usare a questo scopo animali più grandi, come un Maremmano, una capra o un bufalo. Il bufalo ad esempio è ideale per essere lanciato da grandi altezze, non come arma per il corpo a corpo: immaginate di avere sotto la finestra, mentre cercate di rilassarvi dopo il lavoro, una comitiva di coatti che vociano e tengono lo stereo della macchina a cannone con quella robaccia TUNZTUNZTUNZTUNZ, cosa c’è di meglio per fargli civilmente presente che hanno rotto i coglioni del lanciargli un bufalo dal quinto piano?
Ma torniamo a noi.
Stando in stanza con questa gente mi sono reso conto di due cose. La prima ha ovviamente rafforzato il mio convincimento, almeno in questo momento, di non voler procreare ed è il fatto che una volta che ti sei procurato un nano, legalmente dico, la tua vita è destinata a cambiare e sei costretto a diventare schiavo dell’infante per 24 ore al giorno 7 giorni su 7. Cazzi vostri, dico io, “avete voluto la bicicletta? E mo’pedalate”, io preferisco vivere, oddio, non che faccia chissà che, ma almeno dormire la notte e poter svenire per l’abuso di alcool da qualche parte ogni tanto, senza dovermi preoccupare di qualcosa che mi aspetta e il cui abbandono costituisce reato.
La seconda cosa di cui mi sono reso conto è che ‘sti cazzo di bambini stanno sempre male. No, davvero, ce ne sono un paio che da quando sento i miei colleghi parlarne hanno avuto qualcosa da curare diciamo per 300 giorni l’anno. Rottamateli, cazzo! A parte che prima di procreare magari sarebbe il caso di fare qualche esame per vedere se si hanno sperma e ovuli marci, perché ci deve essere un motivo e la genetica spesso ci viene incontro per prevedere queste cose, ma se andate al negozio di animali e vi danno un criceto che sta sempre male lo riportate indietro, no? O lo gettate nel cesso, ma insomma, non ve lo tenete mica…
Io sono convinto che di una buona metà delle malattie che affliggono questi nani siano direttamente responsabili i genitori, che con la loro ossessione per l’igiene tengono i figli praticamente sempre in un ambiente sterile, impacchettati sottovuoto come gli zamponi (con lo svantaggio che con il purè o le lenticchie lo zampone viene meglio). Se il nostro organismo non incontra ogni tanto qualche germe, piccolo, non necessariamente l’ebola, come cazzo fa a creare gli anticorpi che servono a difenderlo dalle malattie? I bambini zozzi che conosco sono più sani, quelli che vengono tenuti dai loro genitori isolati dal mondo manco fossero barrette d’uranio stanno sempre male. A ‘sto punto tanto vale affogarli subito come i micini.
Ai miei amici che hanno figli direi che su, si scherza, ma tanto lo sanno che non scherzo e che ai loro figli voglio bene perché sono i LORO nani, sono i nani degli altri che vanno bene al massimo per essere usati come proiettili da catapulta, anche incendiati, che i Pampers pigliano che è una bellezza e dato il loro contenuto tornano buoni anche come armi chimiche.
*****
Volevo essere ancora più stronzo e cinico, postando questa foto con commento musicale, poi ho avuto un moto di pudore e non l’ho messa nel post. Solo che poi mi sono ricordato che in materia di cinismo e stronzaggine io NON ho pudore, quindi la metto come appendice, e il primo che fiata gli spezzo le protesi. L’unica concessione al buon gusto, cosa che mi è del tutto estranea, è che per capire di cosa sto parlando dovrete cliccare sui link.
E non dite che non vi ho avvertito…

Oggi parliamo di perversioni sessuali.
Sì, però calmi, riallacciatevi i pantaloni, brutti maiali influenzati che non siete altro, non sarà un post erotico, almeno non per la maggioranza di voi. Spero…
Prendendo sempre spunto dal “Dizionario dei Serial Killer”, che ci ha regalato la fondamentale storia di William Diller Hollenbaugh, il serial killer con una mira di merda, vi voglio parlare di un altro personaggio singolare: Sylvestre Matuschka.
Sylvestre nacque in Ungheria nel 1892 ed è famoso, soprattutto nel suo paese, per aver provocato svariati disastri ferroviari, uccidendo più di trenta persone e ferendone più di un centinaio. C’è da dire che rispetto al modellismo e ai plastici con i trenini della Lima questo è decisamente un salto di qualità notevole.
Il crimine più noto di Matuschka è senza dubbio il deragliamento del Vienna Express presso il ponte di Biatorbagy, vicino Budapest. Il Nostro piazzò delle cariche esplosive sul ponte, facendolo saltare in aria al passaggio del treno, il 13 Settembre del 1931 alle 12.20. La locomotiva e 9 vagoni su 11 precipitarono facendo un volo di una trentina di metri, uccidendo 22 persone e ferendone 120, di cui 17 in modo grave. Deve essere stato un gran bel botto.
In un primo momento Sylvestre, fermato dalla polizia nei pressi del macello che aveva combinato, non fu arrestato perché si spacciò per un sopravvissuto alla sciagura, ma non durò molto e venne arrestato poco dopo. E qui inizia la parte interessante della storia.
Perché qualcuno dovrebbe far saltare in aria treni passeggeri, restando poi lì a godersi lo spettacolo, rischiando l’arresto? Ovvio, perché è scemo. Ma Sylvestre era scemo in maniera particolare. Inizialmente durante gli interrogatori dichiarò agli investigatori che era stato Dio a ordinargli di farlo. Decisamente poco originale, anche se verosimile: voglio dire se il Vecchio pretende che qualcuno non mangi carne in determinati giorni non vedo che c’è da stupirsi se ogni tanto gli gira il boccino e ordina una strage, un bell’omicidio di massa….oh, l’eternità è lunga, uno si annoia, vorrei vedervici a voi….
Ma non era questo il vero motivo dell’esplosiva attrazione di Sylvestre verso i treni, come egli stesso avrà a confessare nel corso della sua detenzione. Il fatto è che vedere treni esplodere lo arrapava.
Sì, avete capito bene: Matuschka aveva una particolare forma di perversione, e anche seri problemi in ambito sessuale, che facevano sì che egli provasse piacere sessuale fino a raggiungere l’orgasmo solo quando vedeva un incidente ferroviario. C’è chi ha la passione per i piedi, chi per il latex, chi ama coprofagia o bondage, a lui piacevano i treni deragliati e i loro rottami.
Feticista dei rottami. A buttare un occhio all’Italia del 21mo secolo si sarebbe divertito parecchio…
Non so se è una cosa di cui dovrei stupirmi, in fondo quando ho fatto i post sulle chiavi di ricerca è saltata fuori della roba improponibile, per non parlare di cosa è uscito nella finestra di ricerca di eMule quando ho provato a cercare “Animal House” (non ricordo esattamente il titolo, ma era uscito fuori anche qualcosa tipo “Sex Bestiality Granny Sex”, non ho verificato, ma sembrerebbe un porno di vecchie con animali…), però devo dire che come perversione questa è curiosa, anche se non del tutto nuova alle mie orecchie. Grosso modo Crash, film di Cronenberg tratto da un libro di Ballard non si discosta molto.
Un altro aspetto curioso della storia è quello relativo all’esercito e alle guerre. Infati, come tutti i suoi connazionali, Sylvestre combattè come soldato nell’esercito austro-ungarico, ed è solo dopo che iniziò a giocare con i trenini. Evidentemente, oltre che per gli esplosivi, era portato anche per la divisa, infatti durante la II guerra mondiale, fu liberato dal carcere dai soldati dell’Armata Rossa che, magari intuendo il suo talento, pensarono bene di arruolarlo e farlo combattere in un’unità di sabotatori.
Il suo compito era quello di minare le linee ferroviarie dei nazisti e di far esplodere i loro treni. Un po’come un maniaco sessuale che trova lavoro come attore porno. Questo sì che significa realizzarsi, cazzo.
Dopo la guerra non si ebbero più notizie di Sylvestre, non si sa se sia morto o meno o che fine abbia fatto. Alla sua storia si sono ispirati i tedeschi Lard, che gli hanno dedicato nel 1990 una canzone che fa talmente cacare che non ho il coraggio di metterla qui, se volete cercatevela, ma per il vostro bene vi consiglio di evitare. Inoltre nel 1982 venne realizzato un film per la TV sul suo attentato più noto, una produzione Tedesco-Ungherese.
E a noi solo il commissario Rex….fanculo.
Ora che ci penso, si potrebbero mischiare questi feticismi e fare un film in cui dei cani scopano con delle vecchie fra i rottami fumanti di un treno. Voglio dire, più schifo di Porta a Porta non può fare…
Comincio ovviamente dal 25 Aprile, con un paio di considerazioni. La prima è che, come purtroppo accade da 15 anni a questa parte, Berlusconi lo ha di nuovo messo nel culo a tutti con la storia del 25 Aprile a Onna. La location è adatta, dato che nel paesino abruzzese recentemente sconvolto dal sisma e della successiva molesta, persistente e inquietante presenza del TG1 fu consumata una delle tante stragi che caratterizzarono la tournee italiana post 8 Settembre degli amichetti dei cari ragazzi di Salò (che per carità erano belli e buoni e anche loro combattevano per la Patria come dicono tutti. Ovviamente il problema sarebbe per QUALE patria, ma mica vogliamo fare polemica e turbare le coscienze…).
Il Nano P2ista più famoso del mondo ha disintegrato il tentativo di attacco di Franceschini sul 25 Aprile, cogliendo l’occasione per appropriarsi mediaticamente anche della Festa della Liberazione (già immagino che parlerà quasi solo degli statunitensi, nominando al massimo i Partigiani non comunisti), ma facendolo in un contesto per lui “sicuro”, ampiamente collaudato ed edulcorato da qualsiasi possibilità di contestazione. È lo stesso che per la sparata del G8 a l’Aquila, siamo in campagna elettorale, il P2ista è un fuoriclasse, specie ora che ha tre quarti dei media sotto controllo andrà avanti fino a Giugno come un rullo compressore.
Non c’è un cazzo da fare, la guerra mediatica contro Berlusconi non la si può fare, basta vedere la differenza fra il Presidente-Playmobil- Ferroviere (è tremendo, non è un uomo, è un omino dei Playmobil, fra un po’lo vedremo anche sul galeone vestito come Jonnhy Depp ne “I Pirati dei Caraibi”) e Franceschini che con il cappello in testa sembrava al massimo il controllore…

La seconda considerazione che vorrei fare (e che voglio sperare sia fondamentale per il proseguimento della vostra giornata) è che, come ho avuto già modo di scrivere, il 25 Aprile non è e non deve essere “la festa di tutti gli italiani” come chiunque va blaterando da anni ogni volta che questa ricorrenza si avvicina. Il 25 Aprile è la festa degli antifascisti, non dei fascisti né di chi li ha sdoganati e riportati al governo dopo 60 anni. Berlusconi non si dovrebbe far vedere perché il 25 Aprile è una festa che non gli appartiene, a lui come ai suoi alleati, che del Fascismo sono degnissimi eredi, se non nostalgici ed ex-nostalgici.
Anzi, no, in realtà c’è un modo in cui vorrei vedere Berlusconi in piazza il 25 Aprile, ora che ci penso…

*****

Vabè, anche per oggi la galera me la sono guadagnata, direi che è il caso di passare ad altro, qualcosa di più faceto. Innanzitutto vorrei fare i complimenti a Erika de Nardo, che si è laureata qualche giorno fa. Ora ovviamente le auguriamo di poter mettere su famiglia. E ucciderla.
Poi vorrei segnalare che c’è un’altra serissima candidata al titolo di “Mamma dell’Anno – Premio Annamaria Franzoni 2009”, stavolta in accoppiata con un serissimo pretendente al titolo di “Babbo dell’Anno – Premio Josef Fritzl 2009”. Mi riferisco ovviamente ai due tizi tedeschi che sono andati via da una pizzeria di Aosta (già da qui si capisce la genialità dei due individui: una pizzeria di Aosta, fantastico. Un po’come una piadineria di Dubai o un Kebabaro di Rejkyavik.) lasciando lì i tre figli di lei. A parte il fatto che vorrei capire che cazzo di prezzi c’hanno nelle pizzerie ad Aosta, c’è da dire che evidentemente in Germania la crisi si fa sentire meno di quanto non ci dicano: pare infatti che i due il conto lo volessero saldare con solo due bambini, il terzo mancia.
*****
Tornando un attimo alla memoria, apro una breve parentesi di cazzi miei e di pochi amici, che spero ricordino ciò di cui sto per parlare con lo stesso affetto con cui lo ricordo io.
Ero alla stazione del treno che mi avrebbe portato all’ospedale dove sono andato ieri pomeriggio a fare un controllo per le vicende ormai note. A quell’ora sulla banchina c’erano molti pischelli che tornavano da scuola, in particolare la mia attenzione è stata catturata da un gruppetto di mezzi emo, gothic lolite e altra robaccia simile intenti a disegnare. Mentre ero lì che li guardavo male ho notato che uno di loro aveva una cartellina con su scritto “Liceo Artistico Caravillani”.
Mi sono venuti in mente un po’di vecchi amici che non vedo da tanto, Giulio, Francina, Jacopo e gli altri, e mi è tornata alla mente l’occupazione del Caravillani, roba di una dozzina di anni fa, in cui loro affrescarono tutto l’interno della scuola con dei disegni meravigliosi, su tutti la riproduzione di uno dei cartoon che Gerald Scarfe disegnò per il film “Pink Floyd – The Wall” di Alan Parker, il fiore di “Empty Spaces”. Sono stato tentato per un attimo di andare da quei pischelli e chiedere loro se ci fossero ancora quei disegni, poi ho pensato che dopo tutti questi anni e conoscendo l’ottusa miopia di certi dirigenti scolastici sarebbe stato meglio tenermi il dubbio, o illudermi pensando che siano ancora lì.
Ho pensato che non volevo sentirmi dire che non c’erano più.
Cazzo come si invecchia male, gente…se inzio a dare con una certa frequenza segni di malinconico romanticismo sopprimetemi.
Fortunatamente non è solo l’Italia ad avere problemi di vario tipo, in fondo non siamo messi cosi male, dobbiamo solo preoccuparci di uno strisciante fascismo di ritorno, del fatto che siamo il paese più razzista e ignorante d’europa, del terremoto, delle organizzazioni mafiose, delle ingerenze vaticane, della totale assenza di un’opposizione degna di questo nome, del berlusconismo (leggi: opportunismo, cafonaggine, ignoranza, egoismo, spregio delle regole, furbizia da quattro soldi ecc. ecc.) che da prima ancora di Berlusconi infetta la stragrande maggioranza della popolazione, del fatto che i massimi prodotti culturali del paese sono Benigni, Zelig, le Iene e Fiorello e di qualche altro centinaio di problemi la cui gravità, se parlassimo di malattie, porterebbe un qualsiasi medico con un po’di pietà ad applicare una sana e caritatevole eutanasia (a badilate) al malato che ne fosse affetto. OK, siamo nella merda fino al collo.
Ma anche in paesi mediamente più civili del nostro ogni tanto saltano fuori episodi che ci fanno sentire meno soli nella nostra caduta senza scampo nello scarico del cesso in cui, giustamente, ci stiamo fiondando con tutto l’impegno possibile.
Mi riferisco al caso della signora Susan Boyle, la casalinga inglese divenuta famosa a seguito della sua partecipazione all’X Factor inglese per la sua splendida voce e per il fatto di essere più brutta di come sarebbe un figlio di Margherita Hack e Giuliano Ferrara. Il video dell’esibizione è stranoto, lo hanno mandato persino i TG, con l’ipocrita ramanzina su come il talento per una volta ha vinto sull’avvenenza fisica e cazzate del genere. Evidentemente non si voleva presentare la cosa per quello che è: bestie allo zoo.
Se la signora fosse stata meno grottesca, una casalinga orrenda vestita come una vecchia di paese, un freak, non le sarebbe stato concesso di avere quella visibilità. L’essere anonimi non aiuta a diventare un caso “vendibile” come la sig.ra Boyle, che invece è un autentico scherzo di natura, come uno scimpanzé in grado di dipingere o roba del genere. E non ritengo di essere troppo cattivo con la sig.ra Boyle, il solo fatto di aver partecipato a un reality per quanto mi riguarda sarebbe abbastanza per meritarsi di essere scuoiati e cosparsi di sale, lasciati a seccare al sole con nelle orecchie un iPod con tutta la discografia di Pupo.
Inoltre, come qualcuno (non in Italia, ovviamente) ha fatto notare, è tipico della nostra società lavarsi la coscienza portando al “successo” ogni tanto qualcuno dei soggetti che vengono solitamente massacrati dai suoi meccanismi. Le discriminazioni quotidiane vengono cancellate dal singolo episodio edificante, le migliaia di donne che non fanno carriera in certi ambienti perché non belle (o non abbastanza zoccole) sono cancellate dal freak Susan Boyle, il razzismo dilagante nel nostro paese viene annullato dalla levata di scudi contro i cori su Balotelli o dalla vittoria di un clandestino di origine Rom al Grande Fratello, i misfatti e le ipocrisie della Religione e della Chiesa Cattolica vengono dimenticate a fronte di qualche pasto dato a qualche poveraccio e l’omofobia di cui sono oggetto gli appartenenti alla comunità LGBT vanno nel dimenticatoio nel momento in cui un trans vince l’Isola dei Famosi.
Nel caso specifico dei “diversi”, immigrati, omosessuali o semplicemente brutti che siano, essi diventano soggetti degni di considerazione solo quando si adeguano a fare le scimmiette ammaestrate per il sistema, partecipando allo showbiz del pallone, dei reality, o diventando macchietta, come le Platinette, le Susan Boyle o i Malgioglio.
Ma la notizia più inquietante è quella che ho letto ieri: una casa cinematografica porno ha offerto a Susan 800mila euro per la sua verginità (in Italia era successo il contrario con un ex Gieffina). Vorrebbero fare un film porno in cui lei viene deflorata davanti alle telecamere, il che apre una serie di interrogativi ai quali spero stasera su Voyager Roberto Giacobbo vorrà dare una risposta (magari per una volta una risposta diversa da “i Templari” o “gli Antichi Egizi”).
Il primo punto oscuro della faccenda è chi cazzo vorrebbe vedere un film del genere, anche se vedendo le ricerche che fa chi arriva su questo blog e certi dati statistici di google si capisce come la regola 32 di internet, “Se esiste ce ne è una versione porno in rete” sia sempre valida.
Il secondo è relativo all’aspetto economico: se danno a lei 800mila euro, quanto dovranno dare alla troupe che, a meno che non assumano cameraman ciechi, sarebbe costretta ad assistere a un siffatto spettacolo?
Il terzo punto è ovviamente legato a quale fenomeno dovrebbe occuparsi della cosa. Credo che persino Rocco Siffredi imbottito di Viagra dovrebbe impegnarsi per riuscire ad “operare” sul soggetto, quindi la produzione dovrà lavorare di fantasia, cercare un soggetto adatto. Pare infatti che l’interprete maschile sarà Sandro Bondi e il regista, visto il livello di mostruosità della scena (mi è venuta in mente questa cosa e stanotte non sono riuscito a dormire per l’orrore, credo di aver dato un nuovo senso alla parola "raccapricciante") ovviamente non potrà che essere David Cronenberg, un grande ritorno al vecchio genere dell’horror a base di mutanti.
.jpg)

*****
Ora una cosa seria, visto che si avvicina il 25/04, ricevo con piacere questa segnalazione e diffondo:
**
*****
Per riprenderci dall’orrore un po’di musica, il pezzo di apertura di un disco di cui conoscevo solo tre canzoni, ma che ho scoperto essere un grandissimo album (ovviamente non l’ho scaricato, brigadiere, me lo ha prestato un amico che lo ha regolarmente acquistato e ha persino conservato lo scontrino): il disco d’esordio di Sinead O’Connor, The Lion and The Cobra, di cui avevo postato già un pezzo tempo fa.
Il filmato qui sopra molto probabilmente lo avrete già visto, è stato ripreso da tantissimi siti e sta girando parecchio per la rete. È una reazione evidentemente esagerata della conduttrice di Domenica In, Lorena Bianchetti, a una battuta del Mago Silvan (Eroe del Popolo al pari di Mario Merola, Little Tony e Daniele Piombi) su una delle uscite di Berlusconi che ha detto ai terremotati d’Abruzzo che la ricostruzione sarà rapida ma che non ha la bacchetta magica. Oddio, manco una battuta, l’ha solo nominato in fondo, ma la Bianchetti si è scatenata come se le avesse dato della zoccola…
Tutti quelli che hanno fatto girare il filmato, agghiacciante per quanto mi riguarda, si sono giustamente scagliati contro il servilismo persino eccessivo della conduttrice, che ha alle spalle una lunga gavetta di lecchinaggio avendo condotto per anni “A Sua Immagine”, trasmissione di propaganda vaticana seconda solo alla diretta della messa, alle fiction su santi e madonne e al TG1.
Io invece sono rimasto colpito soprattutto da un’altra cosa: a chi stava facendo dei cenni eloquenti (“sì, sì, ci penso io dopo”) la pia e prona conduttrice? Se vedete il filmato sembra come se qualcuno in studio le avesse detto di fare qualcosa, di intervenire. Lei raccoglie con entusiasmo l’invito e ok, ma sembra come se l’input non sia partito dal suo servile cervellino. Ci sono i commissari politici in RAI? Cioè, vorrei capire: nelle varie trasmissioni c’è qualcuno in studio che vigila che non si nomini il nome di Silvio invano? E che magari “suggerisce” altre cose, che ne so, gli auguri al Papa (“Benedetto ti vogliamo bene”) fatti Sabato ne La Prova del Cuoco, o tutte le altre lecchinate che vengono a piene mani sparse nell’etere dai conduttori televisivi?
Se così fosse non sarebbe una bella cosa, anche se devo dire che non mi stupirebbe, visto il clima generale del Paese.
*****
Persino Travaglio, personaggio che come sapete non amo particolarmente, è riuscito a meritarsi il mio apprezzamento Giovedì scorso ad Annozero per aver pescato, sempre a proposito di Berlusconi e dell’Abruzzo, degli articoli di alcuni giornali che sembravano presi dai cinegiornali dell’Istituto Luce ai tempi del fascismo. E non erano di Libero o de Il Giornale, ma del Corriere e de La Stampa, quindi in teoria di giornali “indipendenti”, il primo persino fra quelli accusati dal Presidente del Consiglio di essere fra quelli “comunisti che gli danno contro”…
Anche qui direi che i toni di quegli articoli sono quanto meno esagerati, mancava soltanto che guarisse qualche storpio e che iniziasse ogni frase con “in verità vi dico”.
(chiedo scusa, so che 6 minuti di Travaglio normalmente sarebbero passibili di processo al tribunale de L’Aja, ma stavolta ci ha preso e devo dargliene atto, soprattutto per il tono appunto da cinegiornale che è perfetto per quegli articoli)
*****
Sempre in campo di esagerazioni, c’è da registrare la solita crisi isterica che prende alla maggior parte dei politici e diplomatici occidentali ogni volta che qualcuno nomina la parola “Israele” senza che nella frase ci siano anche le parole “siamo vicini a”, “siamo con”, “ha sempre ragione” o “ha il diritto di difendersi”.

Mi riferisco a quello che è successo a Durban, alla conferenza contro il Razzismo dell’ONU, dove il Presidente iraniano Ahmadinejad, comico di fama internazionale e indiscusso talento, per una volta è riuscito a regolarsi con i suoi deliri e ha semplicemente fatto notare come Israele sia uno stato che persegue politiche razziste nei confronti dei Palestinesi. Gli europei hanno lasciato l’aula, Israele ha ritirato l’ambasciatore dalla Svizzera solo perché il delegato svizzero aveva osato incontrare Ahmadinejad, tra l’altro per dirgli proprio di darsi una regolata, mentre gli yanquis, come li chiama amorevolmente Huguito Chavez, hanno direttamente boicottato la conferenza.
Dove è lo scandalo? Come al solito chiunque può accusare paesi come Iran o Corea del Nord o Pakistan di ogni nefandezza, spesso a ragione, utilizzando anche toni minacciosi e offensivi, mentre non si può criticare Israele senza essere tacciati di antisemitismo.
E dire che si era anche impegnato stavolta a non tirare i soliti sfondoni, tipici di chi non conta un cazzo e vuole solo attirare l’attenzione, poverino...
*****

Ora un’esagerazione mia, una piccola considerazione, magari un pelo sopra le righe, tornando in Italia, sulle parole del Ministro La Russa a proposito dei Partigiani “Rossi”: ma perché non muore questa testa di cazzo? Lui, quelli come lui, quelli come Pansa e Vespa e quelli che continuano a dire che non sarebbe ora e non sarebbe stato all’epoca giusto fucilarli tutti i fascisti di merda.
E ora musica, va, che per oggi me so’ incazzato abbastanza e poi me sale la pressione.