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" Non sono mai andato a scuola, quindi non ho mai imparato bene a leggere e scrivere, ho sempre vissuto in prigione e sono sempre stato un pò stupido e bambino, mentre vedevo il mondo davanti a me diventare grande. Adesso guardo le cose che voi fate e non le capisco. Mangiate carne e uccidete esseri che sono migliori di voi, poi dite che i vostri figli sono degli assassini. Siete voi a fare dei vostri figli quello che sono... Questi figli che vengono da voi con i coltelli in mano, sono i vostri figli." - Charles Manson

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martedì, 30 giugno 2009

SE AVESSE VOLUTO CHE CI CAMBIASSIMO I PEZZI….



* *

….il buon Dio ci avrebbe fatto una lampo sul davanti, no? O un coperchio...

Parafraso una battuta non so di chi ma ripresa in migliaia di casi e modi diversi per commentare una notizia che ho letto su Repubblica.it relativa a una storia di trapianti che se si rivelerà vera sarebbe la prova definitiva che la realtà è ben più assurda della fantasia.
Praticamente la storia è questa: il primario di cardiochirurgia dell’ospedale le Molinette di Torino commette un errore durante un’operazione a una paziente, l’impianto di una valvola artificiale. Fino a qui tutto normale. L’equipe del medico si accorge dell’errore solo dopo tre giorni, quando la paziente viene dichiarata clinicamente morta a causa dell’elettroencefalogramma piatto.
E qui iniziano le prime perplessità, due in particolare:

Primo: se facessero un encefalogramma a tutti i residenti, la popolazione italiana verrebbe dichiarata clinicamente morta?

Secondo: tre giorni? Cioè, avete attappato per sbaglio un buco nel cuore di una vecchia e ve ne accorgete dopo tre giorni?

Ma andiamo avanti, e, come diceva il Dott. Frederick Frankestein (che si pronuncia franchestin), entriamo in punta di piedi nel genio puro.
Accortisi dell’errore, cosa ti avrebbero fatto gli allegri cardiologi dell’Ospedale le Molinette? Avrebbero eseguito un trapianto di cuore sulla paziente, ormai clinicamente morta, per togliere la valvola impiantata nella sfortunata operazione precedente cancellando le prove dell’errore commesso dal primario. Una roba da matti.

Una roba da matti, completamente assurda, ma che in Italia è assolutamente verosimile, non lo negate. Se vi raccontassero una cosa del genere ambientando la storia in un ospedale tedesco vi mettereste a ridere, ma, almeno a me, sono venute in mente tante altre storie, vere o verosimili, che insieme a questa un po’romanzate potrebbero benissimo essere la traccia per uno scketch o per una sitcom.

- "professore, sua moglie al telefono chiede come mai non risponde al cellulare"
"oh, merda....di nuovo....riaprite la paziente"

- "ok, ora che abbiamo espiantato il vecchio cuore mettiamo il nuovo, passatemi il cuore da trapiantare"
"cuore? ma professore, doveva trapiantargli il fegato"

- "ops.....devo smettere lo xanax prima delle operazioni....vabè, riapriamola..."

E allora, invece di cercare di prolungare all’infinito le nostre inutili e spesso moleste esistenze, lasciamo fare alla natura il suo corso, arrivati a una certa si muore, mica vorrete rischiare che un barone della Medicina magari un po’avvinazzato, vi apra due, magari tre volte, una volta per sbagliarti l’operazione, una volta perché gli era caduta una pinza, poi la garza, infermiera? Infermiera? Oh, cazzo tirate fuori l’infermiera!!!!!

* *

Tutto questo non per ignorare le notizie più importanti, anche drammatiche di questi giorni, ma solo perché più che notare con stupore che non solo a Roma, ma anche a Viareggio fanno i fuochi d’artificio per SS Pietro e Paolo, o chiedermi se la patrona di Viareggio fosse Santa Barbara non mi veniva nulla…

Comunque Berlusconi ha detto che volerà subito a Viareggio, a parte che poteva prendere il treno invece del solito volo di Stato, ti credo che va lì....mo' che è estate la Versilia è piena di fica...

venerdì, 26 giugno 2009

THE KING IS DEAD, HURRAH FOR THE KING!




E così in questi due giorni se ne sono andati altri due miti della mia generazione, Farah Fawcett, la più topa delle Charlie’s Angels (anche se a me piaceva di più una delle due more) e Michael Jackson, the king of pop. Ormai sono rassegnato all’idea di dovermici abituare, è inevitabile: vedrò morire piano piano tutti i personaggi che nel bene o nel male hanno scandito la mia adolescenza e la mia formazione di individuo.
Sono morti metà dei Pink Floyd, è morto Michael Jackson, è morto quello polacco vestito di bianco e amico di Pinochet di cui ora non mi viene il nome, è morto Di Bartolomei, è morto Funari, è morta Farah Fawcett, morirà Arnold, morirà Fonzie, moriranno i Duran Duran, morirà Mandela, morirà Sting, morirà, speriamo il prima possibile, Berlusconi.
Andreotti e Cossiga, Mike Buongiorno e Pippo Baudo non muoiono mai.
Come al solito su giornali e telegiornali i coccodrilli si sprecano, e come avvenne per la povera Madre Teresa (povera un cazzo, era una sadica nazista che si rifiutava di somministrare antidolorifici perché “il dolore avvicina a Dio”, stronza…) la cui morte fu oscurata da quella di Lady D (dio benedica i piloni del tunnel dell’Alma), la morte della povera (povera un cazzo) Farah è stata oscurata da quella di Jacko. Curioso destino il suo, tutta la vita a sbiancarsi e poi alla morte ha oscurato un’altra…
Di Jacko ricordiamo il buon gusto nel vestire, lui che fu grande cliente del sarto che veste anche Gheddafi e Keith Richards





Lo spessore umano di chi ha combattuto il razzismo e gli stereotipi cambiandosi i lineamenti e il colore della pelle fino a diventare il sosia di Skeletor dei Masters





L’attaccamento ai figli, che gli ha permesso di non farne cadere uno dalla finestra quando ha deciso di agitarlo verso la folla, meno male che c’era attaccato, pensa che bella frittata…



E l’amore per i bambini, che lo ha visto prima fautore del progetto USA for Africa, la cui canzone simbolo “We Are the World” ci ha frantumato i coglioni per due decenni, poi coinvolto in un paio di cause per pedofilia, dalle quali ho letto sarebbe stato assolto, ma che ricordo essersi concluse con il ritiro della denuncia a seguito di un accordo fra le parti. Almeno così la metterebbe Ghedini, in Italiano si dice “ti pago e smetti di rompere i coglioni, quanto costa il culetto di tuo figlio?”



A parte tutto ciò, Jacko era un’icona dei suoi tempi, a voler essere buoni non è nemmeno troppo colpa sua se è diventato un megalomane paranoico completamente scollegato dalla realtà, ricordiamo che da quando aveva 6 anni è stato preso e buttato sotto i riflettori, piccolo fenomeno (o piccolo mostro, dipende dai punti di vista) sfruttato per far soldi come la famosa oca dalle uova d’oro. Vorrei vedere voi a cacare uova d’oro per 44 anni, altro che Preparazione H (altro mito della mia generazione).

La sua immagine è stata citata, copiata, parodiata, imitata fino alla nausea, dagli irresistibili video di Weird Al Jankovich fino al mostro che perde il naso in uno degli Scary Movie passando per apparizioni di sosia in decine di film comici,


* *

ma se c’è un’immagine che tutti ricordano di Michael Jackson e di Thriller, album che piaccia o no è il più venduto della storia, è il fantastico video che realizzò per lui John Landis, quello degli zombi, di cui purtroppo non c’è una cazzo di versione che si possa incorporare nei siti e nei blog su youtube, quindi andate lì e vedetevelo da soli. Balletto copiato da migliaia di persone, da citare in particolare la versione fatta in un carcere filippino il cui video ha fatto il giro del mondo grazie alla rete.

* *

* *

* *


Ora vi chiederete, ma che cazzo ce ne frega a noi di Michael Jackson? No, niente, è che sto invecchiando e ho voglia di rompervi i coglioni con le mie paranoie, è solo un attacco di “Fazite” se si decidesse a morire almeno Andreotti so che mi sentirei molto meglio.

No, seriamente, se c’è un personaggio che ha fatto divertire uno come me, amante del trash e studioso dell’umana demenza, quello è Michael Jackson. Prima le operazioni per sbiancarsi e per diventare Diana Ross, solo più pallida, tipo dopo che è annegata, poi le mille esagerazioni, dalla megavilla Neverland alla camera iperbarica dove si diceva dormisse per paura dei germi, dalla mascherina sulla faccia all’arresto e al processo per pedofilia, dai matrimoni “riparatori” per la sua immagine (addirittura la figlia di Elvis, dai…) ai figli (ma saranno davvero suoi? Io non ci credo, secondo me li ha affittati) sventolati dalle finestre, dalla tragica scomparsa del suo naso ai giri per Los Angeles in carrozzina e pigiama. Se ci pensate Michael Jackson è sui giornali da prima di Berlusconi (con cui condivide le cattive frequentazioni, soprattutto di minorenni), da prima del Papa (con il quale condivide il gusto per i vestiti strani), Michael Jackson E’ la società dell’immagine.
Paris Hilton, Britney Spears e la Whinehouse sono delle dilettanti, e non stanno neppure cercando di diventare negre.



Sono persino girate le foto di lui in ambulanza con la mascherina d’ossigeno, del sacco di plastica con il cadavere dentro, tutto in diretta TV, con gli yankees incollati allo schermo. The show must go on. Attendo su FOX ora il reality in diretta dalla bara per seguire 24 su 24 il processo di decomposizione del cadavere, e voglio ben sperare che qualcuno faccia in modo che le sue reliquie vengano esposte dove meritano.

Ciao Jacko, ci mancheranno le notizie che i media ci regalavano su di te, ci hai lasciato senza nemmeno il tempo di farti vedere in preda all’alzheimer vagare in vestaglia per LA come Peter Falk, o il tempo di farti trovare ubriaco fradicio sul pavimento di un aereoporto come Nick Nolte.
Ci piace pensare che ora tu sia lì, con Jimi Hendrix, Syd Barrett, Jim Morrison e tutti gli altri che ti prendono per il culo per la storia del naso.

A proposito, dopo il trans e dopo le docce saffiche a Villa Certosa io ESIGO che esca che Berlusconi dorme sotto una camera iperbarica e che oltre che al trapianto di capelli inizi a cercare di diventare negro per ingraziarsi Mister Obamaaaa.

martedì, 23 giugno 2009

ANALISI SERISSIMA (?) DEI RISULTATI ELETTORALI






Il voto è passato, le urne sono chiuse, ora si può ragionare con calma sui risultati del referendum e delle amministrative.

Partiamo rapidamente dalle amministrative, i risultati andateveli a cercare su un qualsiasi giornale. Il dato interessante è che come al solito, a sentire i commenti degli interessati hanno vinto tutti. Il che significherebbe, a voler dare loro retta, che se si votava in 22 provincie e 99 comuni (mo' non mi ricordo esattamente, è uguale) ora abbiamo almeno 44 provincie e 198 comuni, avendo in ogni posto in cui si votava vinto almeno sia il PD che il PdL. Secondo gli studiosi, calcolando che si vota per qualche amministrativa tutti gli anni, l'Italia dovrebbe raggiungere le 10.000 provincie prima del 2030, estendendo i propri confini fino a quello che oggi è il Laos e che fra una ventina d'anni sarà parte del Comune di Ceppaloni.
Preoccupazione è stata espressa dai governi di Slovenia, Croazia, Grecia e degli altri paesi limitrofi al nostro, mentre da Tripoli Gheddafi ha fatto sapere che per lui andrebbe bene, tanto il 10% se l'è già comprato, per il resto ha pronta l'OPA e una volta diventato legittimo proprietario del Paese non gli dispiacerà poter andare a troie nel sudest asiatico senza dover rinnovare il passaporto.

Il Referendum merita qualche parola in più, dato che è l'unico istituto veramente democratico che il nostro oridinamento prevede. Dico questo perchè è l'unico caso in cui si chiede ai cittadini di esprimersi su una data questione senza mediazioni dei politici, senza rappresentanti, ma direttamente si chiede la loro opinione.
Oltre al Referendum questo avviene con il televoto per l'Isola dei Famosi, quando ai bambini viene chiesto se vogliano più bene al papà o alla mamma e quando il salumiere chiede “so' du' etti e mezzo, che faccio signò, lascio?”.

Nonostante tutto ciò l'istituto referendario è in crisi da tempo, dato che è dal 1995 che non viene raggiunto il quorum, ovvero la soglia del 50% + 1 dei votanti, necessaria affinchè la consultazione sia valida. Questo porta spesso a discutere dell'eventualità di una riforma dell'istituto referendario, tramite l'annullamento del quorum o l'abbassamento di tale soglia.
Per fare questo ovviamente si aspetta che sia schiattato Pannella, altrimenti troveremmo più Radicali a elemosinare firme per i Referendum che partecipanti alle selezioni del Grande Fratello, con lo svantaggio che è reato uccidere sia gli uni che gli altri.

Dei quesiti dell'ultimo Referendum per cui siamo stati chiamati a votare ne ho parlato già qualche giorno fa, andiamo a vedere i risultati:

i primi due quesiti, relativi al premio di maggioranza alla Camera e al Senato, hanno raggiunto l'esorbitante affluenza del 23,3%, mentre il terzo quesito, relativo alle candidature in più circoscrizioni, è arrivato addirittura al 23,8%.

Cosa ci dicono questi dati? Innanzitutto che gli Italiani si sono rotti il cazzo dei referendum, soprattutto perchè preferiscono che altri decidano al loro posto. Doversi leggere i quesiti, farseli spiegare da qualcuno che comprende la nostra lingua, prendere una decisione in merito....no, dico, ma che ve sete messi in testa!?!?!?

Il secondo dato che emerge è che solo il 0,5% degli aventi diritto ha fatto come me la scelta di ritirare solo la scheda numero tre, il che mi pone al di sotto del PcdL di Ferrando, ma conto di rifarmi alle prossime politiche.

Il terzo dato che non può non sorprendere è quello relativo ai risultati, ininfluenti, della votazione.

Praticamente c'è una parte degli elettori, chiaramente schizofrenici e da sottoporre pertanto a un TSO, che è andata a votare per i referendum, quindi facendo fare un passetto verso il quorum, ma ha votato NO, quando anche i muri sanno che se sei contrario a un Referendum la cosa più conveniente è puntare al non raggiungimento del quorum.
Inoltre non ci sono, o non vengono citate schede nulle, il che mi dà un piccolo dolore. Ho infatti pensato, troppo tardi purtroppo, che l'atto più sgurz sarebbe stato ritirare solo la seconda scheda per annullarla. Attendo con ansia il prossimo referendum, scrutatori, se troverete una scheda annullata con la scritta “lo Sgurz o ce l'hai o non ce l'hai, e voi non ce l'avete”, sappiate che sono io.

giovedì, 18 giugno 2009

REFERENDUM FOR DUMMIES






E così ci siamo, Domenica si vota per ‘sto referendum sulla legge elettorale, in TV non se ne è parlato più di tanto, ma in rete un bel po’. I quesiti sono tre e sono estremamente semplici:

1 e 2 (schede viola e beige):abrogazione della norma che permette l’assegnazione del premio di maggioranza ad una coalizione invece che a una singola lista. Se vincessero i SI’ il singolo partito o lista che dovesse prendere più voti rispetto agli altri avrebbe la maggioranza dei seggi, il 55%. Il quesito 1 è relativo al premio alla Camera, il quesito 2 al Senato.

3 (scheda verde): abrogazione della norma che prevede che un candidato possa presentarsi in più di una circoscrizione elettorale. Se vincessero i SI’ un candidato non potrebbe più essere eletto in più collegi e scegliere successivamente in quale collegio prendere il suo seggio e in quali altri “scalare” al candidato successivo nella sua lista.

Questo è l’argomento del contendere. In due parole vediamo anche le principali regole del gioco:

Innanzitutto in Italia il Referendum è solo abrogativo, quindi può essere utilizzato solo per cancellare una legge o parte di una legge. Questo fa sì che ogni tanto si creino equivoci come fu con i famosi referendum per divorzio e aborto, per cui chi era favorevole alla legalizzazione doveva votare NO, mentre chi era contrario doveva votare SI’.

Il referendum passa se si verificano 2 condizioni: la prima è che il 50% + 1 degli aventi diritto ritirino la scheda per votare (il famoso Quorum), la seconda è che, una volta che il quorum sia stato raggiunto, vincano i SI’. Se si verificano queste due condizioni la norma oggetto della consultazione viene abrogata.

Dal punto di vista “tecnico/tatico”, gli schemi di gioco si sono evoluti nel tempo, passando dallo schieramento SI’/NO dei primi referendum, in cui il quorum veniva raggiunto per inerzia, ai referendum più recenti in cui puntando sull’astensionismo endemico, per cui mediamente una bella fetta degli aventi diritto non va a votare comunque, coloro che sono contrari alla consultazione suggeriscono di non ritirare le schede dei referendum che non si vuole far passare, perseguendo lo schema del non raggiungimento del quorum, un po’come passare dalla marcatura a uomo a quella a zona. Questa tattica negli ultimi anni ha avuto molto successo, anche grazie alla disaffezione nei confronti della politica che ha colpito il nostro Paese.

Così come recita una famosa battuta dell’ex centravanti inglese Gary Lineker “il calcio è uno sport che si gioca in 11 contro 11 e alla fine vince la Germania”, negli ultimi referendum che si sono svolti in Italia potremmo dire che si scontrano quelli che sono per il Si’ contro quelli che sono per il NO e alla fine vince chi va al mare. Può piacere o no, ma le regole lo permettono e quindi è lecito.

Ora se vi interessa vi dico come la penso io e cosa farò domenica, oltre a ingozzarmi di carne alla brace e vino.

Essendo ferocemente contrario al bipartitismo sono contrario a ogni tipo di spinta in questo senso, sia che venga dalla semplice legge modificata dal referendum che da una nuova legge “bipartitista” fatta dal parlamento dopo che il referendum fosse passato. Se un partito vuole la maggioranza dei seggi si deve guadagnare il voto della maggioranza degli elettori. Attribuirsi la maggioranza dei seggi facendo fuori i partiti più piccoli (4 milioni di voti, un italiano su 7, non sono rappresentati nell’attuale parlamento) e con un artificio contabile a casa mia si chiama TRUFFA. Per questo non ritirerò le schede dei primi due quesiti, sperando che non raggiungano il quorum.

Il terzo quesito invece mi vede assolutamente favorevole e voterò sì.

Detto questo, credo che sarebbe ora di decidersi a riformare questo cazzo di istituto del referendum e abolire il quorum. Se non ti interessa decido io, se permetti.

Naturalmente andrebbe fatta una riforma anche per evitare che i Radicali presentino 80 referendum al mese anche sul colore dei pali dei semafori, ma quello è facile. Basta sciogliere il Partito Radicale, nell’acido.

Previsioni? Mah, io vedo bene la Spagna, tanti piedi buoni e Torres è un'ira di dio.

mercoledì, 17 giugno 2009

GIOVENTĂ™ DA BRUCIARE






Vi ho parlato dei FlashMob, vi ho parlato della confusione mentale delle giovani generazioni in fatto di politica, oggi vi parlo della assoluta necessità di dare seguito a un mio vecchio pallino: l’introduzione dell’aborto retroattivo, coatto e a badilate, ovvero la possibilità da parte di ogni Stato civile di imporre a un genitore di uccidere a badilate il proprio figlio qualora ce ne fosse un fondato motivo (in assenza in vita del genitore va bene anche un volontario). Diciamo che sarebbe sia la giusta punizione per aver allevato un figlio che ti dà motivo di abortirlo a badilate che una forma di risarcimento per il genitore qualora tale figlio fosse motivo di dolore per lui/lei oltre che motivo di fastidio per la Società. E ovviamente secondo i miei parametri il concetto di “fondato motivo” è ESTREMAMENTE ampio.

Vi sottopongo un paio di esempi che confido convinceranno anche voi della bontà di tale proposta.
Su qualche giornale avrete letto della signorina Lorna Bliss, 28enne britannica impostasi agli onori delle cronache, o espostasi al pubblico ludibrio, per essere la sosia più famosa di Britney Spears di tutto il Regno Unito! Mecojoni direte voi.

Ora, secondo i miei parametri anche solo aver comprato (o scaricato, insomma averlo a casa…) un disco della Spears basterebbe per applicare quanto sopra, ma la signorina Bliss è andata oltre. Lorna si è vantata, o quantomeno non si è vergognata e ha ammesso di aver speso negli ultimi 10 anni, quindi dai 18 ai 28 anni, la bellezza di 160mila euro, ovvero, come direbbe quel verme di Bonolis 320milioni del vecchio conio, per assomigliare al suo idolo. 320 MILIONI in extensions, tinte, trucco, costumi ecc. ecc.
Si è anche rasata i capelli quando lo fece la testina di cazzo viziata che giocava a fare la depressa.



Ora, non trovate che sarebbe giusto abbattere a badilate questa cretina? E farlo fare per punizione alla mammina che l’ha tirata su così bene e che non l’ha già ammazzata con le sue mani? Per capirci, questa vota. Fa scelte con la sua testolina, immagino non più rasata, che non influiscono solo sulla vita dei cittadini di sua Maestà, altra bella famiglia di fenomeni quella, ma anche sulla nostra, perché voterà anche per il parlamento europeo.
La vostra vita influenzata da una che ha speso 320 milioni per essere come Britney Spears. Quasi mi dispiace che non abbia speso quei soldi per essere come Lady Diana: morta.

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Sempre in tema di rapporti familiari, ecco che arriva a passo spedito, d’oca direi (questa ha vari livelli di lettura, lo specifico nel caso mi stesse leggendo qualche sosia di Britney Spears), il secondo esempio a sostegno della mia tesi.



Avrete visto il neoministro del Turismo, la Michela Vittoria Brambilla, quella roscia che faceva vedere le cosce con autoreggenti da Vespa, come recita il suo curriculum politico, esibirsi in un bel saluto romano alla fine dell’inno di Mameli durante una manifestazione a Lecco (anche qui, se oltre alla Brambilla ci avessero mandato anche la Carfagna avremmo potuto spargere fiumi di inchiostro e non solo…). Si sa che la Brambilla viene da una famiglia storicamente di destra non proprio moderata, infatti il signore che fa lo stesso gesto nel video, sulla sinistra, sembrerebbe essere il babbo.

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Praticamente la ha adDESTRAta bene (oggi fioccano che è una bellezza) e la biNba, se vedete bene, tira su il braccio come se fosse un riflesso automatico, condizionato. Anche perché se avesse un cervello, uno qualsiasi, a controllare i suoi movimenti forse considererebbe il salutare romanamente l’Inno un gesto non appropriato per un Ministro. Un po’come i famosi cani di Pavlov che salivavano quando si accendeva la lampadina, o come la Lewinski che a un dato comando si buttava carponi e apriva la bocca. E salivava.
Non trovate che anche questo sarebbe un caso in cui uno Stato avrebbe il dovere di punire una siffatta famiglia, applicando il metodo Alessi ovvero la soppressione a badilate a tutto l’albero genealogico della famiglia Brambilla?
No, ditemi se non ho ragione. Pensa ti cresci un figlio, te lo ritrovi così, lo ammazzi, giustamente, a badilate e poi viene uno a dirti “No guardi, è omicidio, non lo poteva fare”. Ma in che Paese siamo? Poi dice uno vota Ahmadinejad…